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LA DOPPIA PROIEZIONE ORTOGONALE O METODO DI MONGE

Per la rappresentazione di una figura spaziale, il metodo della doppia proiezione ortogonale si serve di due piani (P.O. e P.V.) noti, rispettivamente, come primo e secondo quadro. L'intersezione di questi due piani determina la linea di terra (L.T.) e un angolo di 90°. Questo metodo consente di conoscere le forme reali di un oggetto con le sue reali dimensioni.

Consideriamo ad esempio la rappresentazione di un punto A: proittando ortogonalmente (perpendicolarmente) le sue proiezioni A' e A'', rispettivamente sul P.O. e sul P.V. e facendo ruotare A' di 90°, in senso orario, avendo pertanto A'' e A' su di una retta perpendicolare (linea di richiamo) alla linea di terra, si ottiene che la distanza del punto A dal piano verticale (aggetto) è data dal segmento compreso fra A'e il punto sulla L.T. e che l' altezza del punto A dal P.O. (quota) è data dal segmento compreso fra A'' e il punto sulla L.T.

Per capire meglio guardiamo la seguente rappresentazione:

 


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