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Il TERZO PIANO DI PROIEZIONE: IL PIANO LATERALE

Quando si vuole rappresentare un oggetto, può tornare utile un terzo piano di proiezione: il piano laterale (P.L. o p3), perpendicolare al P.O. e al P.V. Infatti le proiezioni ortogonali sui tre piani permettono di ottenere una visione completa dell' oggetto: la larghezza dell' oggetto sul P.O. (pianta o prima proiezione), l' altezza dell' oggetto sul P.V. (prospetto o seconda proiezione) e la profondità sul P.L. (fianco o terza proiezione). L' intersezione del P.L. con gli altri due piani determina le cosiddette tracce che vengono indicate con t' e t''.
All' interno del triedro ottenuto si ponga ad esempio un punto A e si conducano da esso, ortogonalmente, le proiezioni sui tre piani, ottenendo A' sul piano orizzontale, A'' sul piano verticale e A''' sul piano laterale. Ruotando il P.O. di 90° in senso orario fino ad ottenere A'' e A' su di una retta perpendicolare alla linea di terra, si ha la 1° linea di richiamo e ruotando il P.L. in senso antiorario fino ad ottenere A'' e A''' su di una retta parallela alla linea di terra, si ha la 2° linea di richiamo. Il segmento compreso fra A' ed il punto sulla L.T. è la distanza del punto A dal P.V. (1° aggetto), il segmento compreso fra A'' e il punto sulla L.T. rappresenta l' altezza del punto A dal P.O. (quota) ed il segmento compreso fra A''e il punto sulla traccia t'' rappresenta la distanza del punto A dal P.L. (2° aggetto).

Nella rappresentazione geometrica avremo i piani così disposti:

Ivi, una volta determinate le proiezione A' e A'', per ottenere la proieione A''' bisogna condure da A' e A'' le parallele alla L.T. La parallela da A' interseca la traccia t' nel punto 1. Con apertura di compasso O1 si determina sulla L.T. il punto 2 e da esso si conduce una perpendicolare alla L.T. che incontra la parallela condotta da A'' in un punto che è appunto A'''.

 


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